Bruno Giorgini è un docente di Fisica dell’Università di Bologna. Negli anni ’70 era stato un dirigente di Lotta Continua, poi scioltosi il gruppo, nel 1977, fu molto attivo nel “movimento”. Per questa sua scelta fu colpito duramente, costretto prima alla latitanza e, dopo l’arresto in Francia, a un periodo di detenzione. Dopo trent’anni di abbandono della politica attiva, è ritornato recentemente ad impegnarsi con “Bologna Città Libera”, dove coordina un gruppo di lavoro su “Scienza e Democrazia”. Con questo articolo propone l’urgenza di un confronto sui pericoli che si corrono rispetto ai provvedimenti adottati dal Governo.13 luglio 2009 CONTINUA
Cos’è che induce la giunta Delbono a fare della lotta ai writers l'iniziativa inaugurale del suo mandato amministrativo? Avanti di questo passo ogni riunione dell'esecutivo cittadino richiederà nuove vittime e proclami sempre più sopra le righe.
13 luglio 2009 CONTINUA
13 luglio 2009 CONTINUA
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"Basheskia, nel suo nuovo singolo, ci offre così la sua rivisitazione personale e poetica della guerra, senza mai esplicitare in quale parte del mondo essa si svolga. In altre parole, è chiaro il tentativo di mostrare il concetto di conflitto violento, nella sua chiave di lettura generale, soffermandosi sulla tragedia umana che ne consegue e smascherando apertamente la linea di confine tra vittima e carnefice". Riceviamo dal coregista di "La Resistenza nascosta" un approfondimento sulla scena musicale sarayevese e pubblichiamo.12 luglio 2009 CONTINUA
Tornano le "Storie in movimento" con l'uscita del diciannovesimo numero di Zapruder. Il 20 luglio, intanto, scade il termine per iscriversi al SIMposio che si terrà dal 3 al 6 settembre'09 sul lago Trasimeno, dedicato quest'anno a "Le altre narrazioni della storia. Linguaggi, pratiche e uso pubblico del passato". Pubblichiamo l'indice del nuovo numero insieme al programma e alle informazioni sul SIMposio.
12 luglio 2009 CONTINUA
10 luglio 2009 CONTINUA
10 luglio 2009 CONTINUA
In città sviluppatesi contro pedoni e ciclisti la fine dell'elasticità nell'applicazione del Codice della Strada nei loro confronti significa privarli della loro sola autodifesa, e derubarci dell'appeal della bici come unico (davvero tale) mezzo non inquinante. Ma la cosa ancora più preoccupante è come questa norma tracci la via verso una società in cui non già la devianza, ma addirittura i comportamenti quotidiani non perfettamente mainstream vengano visti con sospetto o posti sotto l'osservazione occhiuta delle autorità.
7 luglio 2009 CONTINUA
Loro sono i detenuti, i cittadini invisibili. La loro é una voce scomoda, inopportuna. Quasi un pudore impedisce di parlare delle loro storie, di come vivano la detenzione, di come passino le giornate nelle gabbie dell’allevamento dove l’ossigeno si beve a sorsi di cannuccia . Del resto non è raro vedere le smorfie del fastidio sul viso della gente comune nel sentire di persone per le quali la pena è diventata davvero un’occasione di recupero e una possibilità di reintegro nella società. I colpevoli sono colpevoli. La libido forcaiola perde le staffe quando i numeri e le inchieste raccontano di condizioni di vita disumane, di sovraffollamento, di disagi sanitari, di totale abbandono. Perché la pena ha bisogno di un surplus di cattiveria. Sono 20.000 i detenuti in più rispetto al limite della “tollerabilità”. L’Italia ne conta ormai 63.460. L’Emilia Romagna vanta il record di un sovraffollamento del 193%. Questi sono solo alcuni numeri della matematica preoccupante dei penitenziari italiani.5 luglio 2009 CONTINUA