Confusione sugli emendamenti della finanziaria riguardo i ricercatori
Rettori e membri precari del PD in cerca di stabilizzazione
Sul Messaggero balletto di notizie sulla possibilità di togliere dal precariato i dottorandi e i ricercatori. La CRUI e alcuni dirigenti DS chiedono che l'autonomia degli atenei venga mantenuta.
4 dicembre 2007
La Conferenza dei Rettori delle Università Italiana (CRUI) con la mozione del 22 Novembre, qui allegata in calce, chiede al Parlamento di non stabilizzare i ricercatori precari dell'Università. Stabilizzare i precari dell'università sarebbe una misura fortemente lesiva dell'autonomia dei singoli atenei, ovvero, scritto in rettorese, non terrebbe conto "delle specificità che connotano l'istituzione universitaria nel più generale contesto della Pubblica Amministrazione". Il Messaggero del 1° dicembre prende posizione a spada tratta a favore dei rettori, titolando "Per 30.000 precari sanatoria occulta in finanziaria". Per farla breve, i rettori, alcuni dei quali si erano proclamati contro la Moratti e contro la precarizzazione dei ricercatori quando non c'era rischio che alcuno tra essi uscisse dalla precarietà, oggi che una percentuale risibile di ricercatori potrebbe rischiare di essere stabilizzato/a, rivelano il loro vero volto. I ricercatori precari in realtà lo conoscevano da tempo e non se ne stupiscono più di tanto: leggi la loro risposta. Non si stupiscono neppure del fatto che, in linea con la posizione della CRUI, difendendo a spada tratta l'autonomia dell'università, si schieri anche Walter Tocci, ex-responsabile della ricerca dei DS e oggi del nascente PD. In pratica, gli onn. Tocci e Ghizzoni del PD chiedono la modifica della Finanziaria, specificando che oltre ai collaboratori dei partiti dalla stabilizzazione tout court sia escluso "il personale a contratto che svolge compiti di insegnamento, di ricerca e di collaborazione nelle universita' e negli enti pubblici di ricerca". Sulla questione e' intervenuto anche il ministro Fabio Mussi con una lettera al Messaggero del 3 dicembre 2007 (Il Messaggero in questi giorni vendera' un sacco di copie, grazie a queste notizie sul mondo della ricerca, una in contraddizione con l'altra...). Mussi scrive che la norma della Finanziaria che prevederebbe la stabilizzazione dei precari "non e' applicabile alle Universita'" e che "in ogni caso al fine di evitare qualsiasi equivoco e' gia' stato presentato un apposito emendamento alla Commissione Bilancio della Camera". Insomma, Tocci, Ghizzoni e i precari si sarebbero sbagliati. Chi ci capisce qualcosa? Nessuno. I ricercatori precari, felici di sentirsi rappresentati dai rettori e dai membri del PD, proclamano che occorre iniziare la lotta per la loro stabilizzazione. Di rettori e membri del PD precari non se ne può più, incespicano tra un emendamento ed un altro e rischiano di fare troppa confusione. O forse stabilizzare i rettori sarebbe lesivo delle autonomie delle singole università?
Disegno di Legge Finanziaria 2008 Mozione approvata dall'assemblea generale della CRUI Roma, 22 novembre 2007 L'Assemblea della CRUI, nella seduta del 22 novembre 2007, presa visione del ddl Finanziaria 2008 approvato dal Senato il 15 novembre 2007 con riferimento al nuovo dettato degli art. 92 in materia di "contenimento degli incarichi, del lavoro flessibile e straordinario nelle Pubbliche Amministrazioni" e dell'art. 93 in materia di "assunzioni di personale, misure concernenti la riorganizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze", ritiene che entrambi gli articoli presentino gravi profili di illegittimità nel momento in cui ledono l'autonomia universitaria costituzionalmente garantita e, in modo particolare, le modalità di organizzazione e gestione dei singoli Atenei, che devono tenere conto necessariamente delle specificità che connotano l'istituzione universitaria nel più generale contesto della Pubblica Amministrazione. Nella fattispecie l'articolo 92 limita le modalità di attribuzione di contratto di lavoro flessibile di cui al novellato art. 36 del decreto legislativo 165/01 esclusivamente allo"svolgimento di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica i cui oneri non risultino a carico dei bilanci di funzionamento degli Enti o del Fondo di Funzionamento degli Enti o del Fondo di Funzionamento delle Università". Simili limitazioni vanno superate nel senso di consentire alle Università di avvalersi di contratti di lavoro flessibile a valere su fondi propri nel rispetto dell'autonomia gestionale e finanziaria degli Atenei. Nel caso in cui ciò non avvenisse si configurerebbe una palese violazione di quanto previsto dall'articolo 6 della legge 168/89. Con riferimento all'articolo 93, e in modo particolare al comma 7, la CRUI rileva l'ulteriore violazione dell'autonomia nel momento in cui si inseriscono le Università, a differenza di quanto avvenuto in sede di precedente Legge finanziaria (legge 296/06 comma 519) tra le amministrazioni pubbliche tenute a predisporre "piani per la progressiva stabilizzazione del personale in servizio con contratto a tempo determinato e con personale già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data di entrata in vigore della presente legge e che alla stessa data abbia già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007". Precisamente l'autonomia universitaria consente agli Atenei di utilizzare, in modo temporaneo e in connessione con singoli progetti di ricerca, personale in regime di co.co.co. Detto personale viene selezionato non per esigenze di carattere strutturale ma per esigenze che si esauriscono nell'ambito del singolo progetto di ricerca. Non si può far a meno di notare che eventuali processi di stabilizzazione di tali categorie, reclutate mediante fondi di ricerca estranei all'FFO, comporterebbero un massiccio ricorso a risorse fisse e continuative nell'ambito dello stesso FFO con inevitabile peggioramento degli attuali rapporti AF/FFO nell'ambito delle singole Università e con conseguente superamento del limite del 90% di cui all'art. 51 della L. 449/97. La CRUI fa appello al Governo e ai Gruppi parlamentari perché siano introdotte nel passaggio del ddl Finanziaria alla Camera, le indispensabili modifiche. Qualora le istanze qui presentate non dovessero trovare accoglimento, la CRUI prenderà in considerazione ogni eventuale passo formale volto a difendere l'autonomia del sistema universitario.