Avete pagato caro non avete pagato tutto La rivista “Rosso” (1973-1979) di Tommaso De Lorentis, Valerio Guizzardi, Massimiliano Mita Ne parlerà con gli autori Sandro Mezzadra, Università di Bologna Il libro: Nel corso degli anni Settanta, "Rosso" è stata la più sperimentale, innovativa e insieme autorevole rivista dell’Autonomia operaia. La sua fortuna editoriale e forza di condizionamento presso considerevoli aree di militanti risiedeva in una sofisticata alchimia comunicativa. Un mix linguistico che sapeva fondere narrazioni in presa diretta delle lotte con saggi di grande rigore analitico; storie a fumetti con titolazioni fulminanti; riferimenti cinematografici con satire impietose. Fu "Rosso" a promuovere la scoperta del nuovo continente politico, umano, sociale, produttivo che si estendeva oltre i confini del Movimento operaio ufficiale e delle sue organizzazioni storiche: la società postmoderna, la produzione postfordista, l’intellettualità di massa, il lavoro cognitivo. Fu "Rosso" ad annunciare la genesi di un nuovo soggetto produttivo, quell’ 'operaio sociale' protagonista dello scontro del 1977 che generò prima scandalo e reprimende, poi repressione e scontro violento. In appendice testi di Chicco Funaro e Paolo Pozzi. La testata dice "Rosso". Cinque lettere che sembrano di vernice fresca. "Rosso" dell’'estraneità operaia', delle lotte in fabbrica e poi della produzione che si rovescia sul territorio. "Rosso" delle occupazioni, delle autoriduzioni, dell’illegalità di massa. "Rosso" del 'perché a Lenin non piaceva Frank Zappa'. "Rosso" di Pat Garrett e Billy Kid. "Rosso" delle pellicole crepuscolari di Sam Peckinpah, nell’aurora del proletariato giovanile. "Rosso" della fabbrica diffusa e dell’operaio sociale. "Rosso" che sulle gradinate dello stadio Meazza, Milano, San Siro, intravede 'guerriglieri' e non più 'foche ammaestrate'. "Rosso" di nuvole e chine, caustiche come vetriolo. "Rosso" delle foto in bianco e nero di Aldo Bonasia: niente distanza di sicurezza, prego, e sempre a un metro dal cordone più duro del corteo. "Rosso" del 'Riceviamo e pubblichiamo'. «Rosso» dell’Avete pagato caro. E anche del Non avete pagato tutto. Secondo Lea Melandri, '"Rosso" giornale dentro la confusione'. "Rosso" contro la metropoli, alla ricerca d’un altro Che fare?. "Rosso" dimenticato, seppellito da quintali d’incartamenti giudiziari, cancellato da anni di galera e decenni d’esilio. "Rosso" ritrovato… In appendice testi di Chicco Funaro e Paolo Pozzi e in allegato al libro il cd con la raccolta completa della rivista consultabile in formato pdf Gli autori: Tommaso De Lorenzis (1976) ha partecipato, come redattore delle riviste "Banlieues" e "Frame", a esperienze di autoproduzione editoriale nel circuito dei Centri sociali e dei movimenti. Per Einaudi Stile libero ha curato Giap! Storie per attraversare il deserto, antologia di scritti politico-letterari della comunità giapster e del collettivo Wu Ming. È dottore di ricerca in Storia della filosofia. Valerio Guizzardi (Guizzo) (1952) inizia il suo impegno politico nella Federazione giovanile del Partito comunista di Bologna, da cui esce nel 1968 per approdare al Movimento studentesco. Ha militato in Potere operaio e nell’Autonomia operaia organizzata (area "Rosso"). Nel 1977, esce dalle Brigate comuniste e aderisce alle Formazioni comuniste combattenti. Di nuovo nei movimenti, è stato attivista della Rete sprigionare, e redattore delle riviste "Banlieues" e "Frame". È autore di saggi e racconti. Massimiliano Mita (1974) ha militato nell’area dei Centri sociali, nelle Tute bianche e nei movimenti da Seattle a Genova. È stato redattore delle riviste "Banlieues" e "Frame". Laureato in Giurisprudenza, si occupa di diritto dell’immigrazione. Info: http://rosso.spazioblog.it DeriveApprodi