12 dicembre 2007, manifestazione nel quartiere Reno
Bologna ricorderà la strage di Piazza Fontana
A 38 anni dalla strage milanese, varie realtà antifasciste organizzano una manifestazione per ricordare un periodo oscuro della recente storia italiana e ribadire l'attualità e la necessità dell'antifascismo.
4 dicembre 2007
Dalla fine degli anni '60, con la contestazione studentesca, ai tardi anni '70, l'Italia affronta un periodo difficile che la cronaca definisce ormai come "Anni di piombo". Anni di attentati, stragi e clima di terrore. Tra tutti gli eventi delittuosi, due furono gli episodi che più hanno colpito l'opinione pubblica, suscitando eco che durano tutt'oggi: la strage della stazione di Bologna nel 1980 e la strage di Piazza Fontana del 1969, dove una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura provocando 16 morti ed 87 feriti. Avvicinandosi l'anniversario della strage milanese, il Laboratorio Antifascista Nazionale ha lanciato una giornata di mobilitazione per il 12 dicembre, raccolta a Bologna da Iqbal Masih, Lista Reno e Assemblea Antifascista Permanente, che organizzano una manifestazione in chiave antifascista e antirazzista. Il corteo partirà dai cancelli della Sabiem alle 14.30 e, attraverso Santa Viola e la Barca, arriverà in Piazza Giovanni XXIII con un presidio fino alle 19.30. Per chi volesse aderire, si può inviare una mail all'Iqbal Masih: iqbal@bo.arci.it .
Milano, 12 dicembre 1969: una bomba esplode nell'atrio della Banca dell'Agricoltura, in Piazza Fontana. Sono le ore 16.37. I morti sono 16, i feriti 87. Dal 1969 al 1980 in Italia ci sono state una lunga serie di stragi, bombe assassine contro innocenti inermi. Troppo spesso rimaste impunite. È stata chiamata "la strategia della tensione". In una situazione di grave crisi, le bombe servirono alle classi al potere per far montare il terrore nella società e poi sull'onda emotiva del sentimento popolare applicare politiche di reazione e intransigenza. All'epoca, vollero ricondurre al silenzio e al giogo il movimento operaio, le classi popolari, la sinistra extraparlamentare, i movimenti di emancipazione e gli studenti in lotta, garantire profitti sempre più remunerativi al padronato, consolidare i poteri più repressivi dello stato (polizia e carabinieri in testa), distogliere l'attenzione della gente dai problemi economici e sociali dell'epoca. 12 dicembre 2007: oggi la disoccupazione, il precariato diffuso, lo sfruttamento sempre più intenso, la mancanza di garanzie minime a tutela della salute, l'assenza di opportunità, la negazione di diritti primari come la casa, le disuguaglianze estreme, il malfunzionamento delle politiche sociali troppo spesso intralciate da clientelismo e da necessità elettorali, aggravano le contraddizioni sociali creando disagio, paura, egoismo. Contraddizioni acuite ancor più dal passaggio storico che l'Italia sta affrontando, il passaggio ad una società multiculturale. In migliaia arrivano portando con sé la propria cultura e i propri costumi, spesso la propria disperazione che a volte si scontra con il disagio già presente tra gli abitanti di questo paese, alimentando una guerra fra poveri fatta di razzismo e xenofobia. Ed è in questo quadro che si moltiplicano le azioni violente e intimidatorie di gruppi neofascisti che godono di larghe coperture istituzionali. Il Terrore, conseguito a suon di bombe ai tempi delle Stragi di Stato, oggi si incute attraverso l'urlo dei media sui reati compiuti dagli immigrati. "Immigrati uguale assassini", questo è il ritornello martellante di giornali e tivù. Impossibile non vedere oggi nel "pacchetto sicurezza" un ulteriore passo avanti in questa nuova "strategia della tensione": creare nuovi capri espiatori per nascondere i veri problemi economici e sociali di oggi. I provvedimenti del "pacchetto sicurezza" preparano la strada ad una progressiva criminalizzazione della società e del dissenso, una "strategia della paura" intollerabile che comincia a costare troppe vite innocenti e giustifica continui abusi di potere. Oggi occorre invece affermare un'altra idea di sicurezza: quella di una vita dignitosa, di un lavoro senza sfruttamento e precarietà, di un salario equo, di servizi pubblici efficienti e aperti a tutti, del diritto allo studio, alla casa e alla salute. La sicurezza di poter sviluppare liberamente le proprie capacità e personalità. La sicurezza di essere rispettate e rispettati in quanto individui. 12 dicembre 2007, ore 14.30 *MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA* Concentramento Via Emilia Ponente, angolo Via Prati di Caprara (davanti ai cancelli della Sabiem)