Patteggiata una pena di quattordici mesi e 350.000 euro di risarcimento

Marika, condannato il proprietario

Un anno fa Marika Cannarsa, studentessa di Bologna originaria di Termoli, morì nell'appartamento in cui viveva a causa delle esalazioni di monossido provenienti dallo scaldabagno difettoso. Il proprietario della casa, affittata senza regolare contratto, è stato giudicato responsabile dell'accaduto e condannato. Nel frattempo restano migliaia gli studenti e lavoratori costretti a vivere in appartamenti fatiscenti, pericolosi e senza un regolare contratto.
2 maggio 2008 - nca Malabocca

da Uniboom

Nel febbraio 2007 moriva a Bologna Marika Cannarsa, una studentessa ventitreenne di Termoli, a causa delle esalazioni di monossido dallo scaldabagno difettoso. Più volte lei stessa e le sue coinquiline avevano sollecitato il proprietario dell'appartamento, in cui vivevano pagando 850 euro d'affitto in nero, a prendere dei provvedimenti per risolvere il problema, ma inutilmente. Ora il proprietario, giudicato responsabile della morte della ragazza, ha patteggiato una pena di quattordici mesi, pagando un risarcimento di 350.000 euro. Ma è sempre troppo poco.
Sono migliaia gli studenti fuorisede che a Bologna vivono nelle stesse condizioni, pagando affitti salatissimi senza avere un regolare contratto, in appartamenti vecchi e decadenti, con elettrodomestici malfunzionanti. Questa è la normalità bolognese, dove avere un contratto ed una casa sicura è invece l'anomalia e nessuno, tra amministrazione e proprietari, fa qualcosa per migliorare la situazione. Probabilmente perchè c'è la volontà di mantenere questo stato di cose che va ad arricchire privati e lobby immobiliari, una mafia che lascia sfitte e vuote migliaia di case per poter mantenere i prezzi delle stanze alle stelle e per poter sfruttare studenti e lavoratori. Il Comune fa finta di niente, gira le spalle davanti ad una realtà molto imbarazzante, continuando a vedere la sicurezza solamente in ambito di "degrado" e criminalità. Sicurezza è ben altro: è vivere in abitazioni ben curate, avere un contratto regolare, pagare degli affitti abbordabili, non accontentarsi di essere sfruttati da speculatori edilizi, e tanto meno morire per colpa di uno scaldabagno rotto. Qui i criminali sono altri: chi lucra sui sacrifici e sulla vita di altre persone. Ancora una volta gli studenti e i precari di questa città vengono considerati solo come fonte di guadagno, comunque sempre utili da tirar fuori se servono dei capi espiatori per qualche campagna securitaria.

Riportiamo il comunicato dell' AS.I.A-Rdb di Bologna:

"NON SI MUORE SOLO DI LAVORO"

COSA HA UCCISO MARIKA CANNARSA

Marika Cannarsa era una studentessa fuori sede di Bologna, è morta per
colpa di uno scaldabagno fuori norma, in una casa in affitto a 850 euro in
nero. Il proprietario, avvertito più volte del malfunzionamento, non è mai
intervenuto.
La tragedia successa fa emergere una situazione generale che colpisce
moltissimi studenti fuori sede e lavoratori: abitazioni ad affitti
esorbitanti, privi di manutenzione e con contratti in nero.
I lavoratori, i precari, gli studenti hanno il diritto di poter avere una
abitazione, è ora di rompere questo circolo vizioso che vede il mercato
immobiliare di Bologna in mano ad una banda di speculatori. Bisogna
reclamare il diritto alla casa, e costringere l´amministrazione a
intervenire con una politica che rilanci l´edilizia pubblica, che sia
indirizzata ai lavoratori e agli studenti fuori sede, che rappresentano una
comunità importante per la vita sociale ed economica della città. Esiste
la possibilità di impedire che situazioni come quella dove è rimasta
vittima Marika non accadano più, esigendo una legislazione più severa
contro chi affitta in nero e non garantisce l´abitabilità. Esiste la
possibilità di reclamare le case sfitte, che spesso sono lasciate cosi, per
far lievitare il mercato.
Lottare per il diritto alla casa vuol dire creare momenti di mobilitazione
creando liste indipendenti di inquilini che vogliono le case, vuol dire
denunciare e boicottare le agenzie immobiliari e i proprietari che speculano
sul bisogno di alloggi a Bologna. Organizzarsi vuol dire anche conoscere i
propri diritti e ampliarli.

Come ASIA-RdB abbiamo aperto uno sportello di consulenza per la casa per
informare tutti gli inquilini sui loro diritti. Invitiamo gli studenti e i
precari a partecipare ad ASIA-RdB per il diritto alla casa, creiamo forme di
mobilitazione, riappropriazione di case, boicottaggi in modo da rompere un
mercato immobiliare in mano a strozzini.

LA VOSTRA RENDITA E´ LA NOSTRA PRECARIETA´
CASA, REDDITO, DIRITTI PER TUTTI

AS.I.A.-RdB Bologna